BOVINO (FG): Una delle tante opere messe in cantiere e mai completate.
Questo fontanino fu installato nel piazzale di via Capodimonte nel centro storicodi Bovino, in tutta fretta, nel mese di agosto scorso, quasi come se ci fosse stata necessità di acqua per i turisti e gli abitanti del posto.
Insieme a questo, si vociferò che, dovevano esserne installati altri quattro in tutto il paese in sostituzione degli antichi fontanini, qualcuno ancora esistente e qualche altro distrutto.
Non so se altri ne siano stati installati. Ma é certo che, a distanza di circa quattro mesi, questo fontanino ancora senza rubinetto ed attacco idraulico, non giova ad alcuno per la sua incompletezza, quindi non idoneo al servizio.
Deturpa l'ambiente perchè di fattura dozzinale e ben lontano dallo stile e forma di quello che vorrebbe sostituire (vedi fontanino in Piazza regina Margherita) ed inoltre montato con la vaschetta inferiore non a livello.
La base in pietra di Apricena, che dovrebbe fungere da raccolta di acqua, evetualmente caduta, mal s'addice all'ambiente circostante creando un contrasto enorme con la pavimentazione.
Unica nota positiva (se tale si vuol considerare) è, che è diventata un ottimo abbeveratoio per gatti e cani randagi in quanto è sempre piena di acqua piovana, come si può notare dal riflesso in essa della fontana. Infatti non è stato previsto un pozzetto di scarico per le acque di fuoriuscita e gli eventuali poveri utenti, se volessero bere o attingere dell'acqua, dovrebbero farlo con piedi immersi. Eppure, copiare da un vecchio fontanino non è difficile.........
E' questo un 'ennesimo esempio di incompetenza e di sperpero del denaro pubblico. Infatti se la cosa fosse stata necessaria si sarebbe portata a termine e ben progettata. Lo stato di abbandono, da solo, denuncia l'inutilità della cosa.
A suo tempo si parlò di una mossa per impedire il parcheggio delle auto in quel posto, così come era stato fatto con i vari paletti deturpanti che sono stati infissi in parecchie altre parti e così come si voleva fare col tentativo di costruire abominevoli aiuole in pietra in via Francesco Mele che destarono sgomento e protesta da parte di cittadini ,enti ed associazioni. Ma come i paletti anche il fontanino ha peggiorato la cosa, difatti le auto parcheggiono davanti, restringendo ancora di più lo spazio per la circolazione.
Il denaro speso per paletti, fontanini, aiuole eccetera avrebbe potuto essere ben usato per creare qualche parcheggio facendo così qualcosa veramente di utile.
Ma forse a Bovino, qualcuno si sveglia al mattino, per creare con la sua incapacità soltanto disagi alla popolazione e far cattivo uso del denaro pubblico.
Oggi è una di quelle giornate che ricorderò per tantissimo tempo.
Per festeggiare l’arresto di Oreste Vigorito, il padrone del vento più importante della Provincia di Foggia, ho stappato una bottiglia di un favoloso Passito di Caluso, che avevo riservato per le occasioni speciali, e l’ho accompagnata con uno squisito mostacciolo comprato da De Chiara.
Uno sballo unico, come quello che mi è preso quando mi hanno comunicato la notizia dell’arresto dell’avvocato avellinese, presidente della squadra di calcio del Benevento e padre padrone della IVPC, l’azienda che ha installato decine di pale in provincia di Foggia (leggi qui per una panoramica sulla truffa eolica in Capitanata ), creando pochissimi posti di lavoro (leggi qui) e realizzando profitti stratosferici (leggi qui quanto rende una pala eolica)
Sui reati ambientali non sono un garantista, sono abbastanza political incorrect e, la condanna giusta per questo imprenditore che, frodando risorse pubbliche ha devastato ettari di territorio in Capitanata, dovrebbe prevedere 1 anno di galera per ogni pala piantata nella nostra terra.
Il sistema che utilizzava per convincere a installare pale, lo spiega lo stesso Vigorito nel filmato: assumeva i figli dei sindaci e dei tecnici comunali nelle sue aziende e, nel Subappennino dauno, ne ha assunto parecchi.
I primi impianti che ha realizzato risalgono a circa venti anni fa, sono facilmente riconoscibili perché hanno la base metallica, sono sotto 1 MW di potenza e hanno occupato i crinali più belli del Subappennino.
Continuano a generare profitti incredibili perché i contratti venivano chiusi con percentuali dell’ordine dell’1% e con poche centinaia di euro per i contadini proprietari dei terreni.
Nell’inchiesta sono coinvolte ben 12 società (9 con sede in Avellino e 3 ubicate in Sicilia) beneficiarie di contributi per la realizzazione di parchi eolici destinati alla produzione di energia elettrica.
I carabinieri e la finanza hanno fatto anche un giretto di controllo nei magazzini della IVPC di Alberona e non si hanno notizie degli esiti della perquisizione.
Il meccanismo della truffa consisteva nel dimostrare il possesso dei terreni sui cui realizzare gli impianti e di avere enormi disponibilità finanziarie da destinare al progetto.
La titolarità dei terreni, all’atto della richiesta di contributo, era certificata da false attestazioni mentre, per quanto riguarda l’aspetto finanziario, si attestavano fondi inesistenti all’estero.
Sono state sequestrate185 pale eoliche, per un valore totale di euro 153.227.516.
La disposizione legislativa violata è la legge 19 dicembre 1992 nr. 488 che costituisce il principale strumento giuridico italiano per il cofinanziamento delle misure di aiuto dell’Unione Europea.
Oreste Vigorito ha costruito la sua fortuna con capitali americani e giapponesi ed è stato un gran finanziatore di un altro avellinese, caduto in disgrazia come lui: Clemente Mastella.
Ha usufruito attraverso la IVPC di finanziamenti dalla legge 488 per centinaia di milioni di euro.
Nel 2007 ha venduto al colosso britannico IP, International Power, al prezzo stratosferico di un miliardo e 830 milioni di euro la maggior parte dei parchi eolici di sua proprietà.
Con Oreste Vigorito è stato arrestato anche Vito Nicastri, definito dal Financial Times “il signore del vento (leggi qui intervista), suo rappresentante in Sicilia (leggi qui) e già indagato per corruzione negli anni ‘90 (ma allora riuscì a cavarsela col patteggiamento).
Speriamo che questi siano i primi di una lunga serie di arresti per ristabilire un pò di ordine in quella che in tempi non sospetti ho definito la grande truffa eolica.
Maxi-truffa nel settore eolico. L'indagine della guardia di finanza, confluita in quella che e' stata definita 'operazione Viacolvento', ha portato all'esecuzione all'alba di quattro ordinanze di custodia in carcere (a Napoli, Alcamo, Avellino ed Enna) per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, a conclusione di una complessa indagine del Nucleo di Polizia Tributaria di Avellino. L'operazione ha portato nel tempo al sequestro di 7 parchi eolici, di cui uno a Ploaghe, in provincia di Sassari, riconducibili a 9 societa'.
Foggia, mostra di fotografia e grafica degli studenti del liceo “Volta”
Nell’Area Mostre della Biblioteca Provinciale
Foggia - Nell’’Area Mostre della Biblioteca Provinciale di Foggia, sarà allestita dal 16 al 28 novembre 2009, una mostra dedicata al centro storico di Bovino, di fotografie e grafiche realizzate da alcuni studenti del Liceo Scientifico “Volta” di Foggia, appartenenti a classi iscritte al FAI. La mostra, dal titolo “Alla scoperta del fascino dell’antichità e del medioevo percorrendo le vie di Bovino” è stata realizzata in occasione della 17° GIORNATA FAI DI PRIMAVERA del 28 e 29 marzo 2009, svoltasi a Bovino con il coinvolgimento anche di studenti e docenti del Liceo Classico “Lanza” della cittadina, con la collaborazione dell’Archeoclub e il Patrocinio del Comune di Bovino. Per questa manifestazione, gli studenti dei due licei hanno svolto il ruolo di Ciceroni, guidando lungo l’itinerario di visita un notevole numero di visitatori. In oltre, è stata allestita nel Museo Civico di Bovino una mostra di fotografie, grafiche e schede storiche dedicate ai Beni luogo della visita: “il Centro storico, il Castello, la Cattedrale, il Museo Civico e la Chiesa di San Pietro”, realizzate da alcuni studenti del Liceo Scientifico “Volta” di Foggia.
La stessa mostra sarà ospitata nell’Area Mostre della Biblioteca Provinciale di Foggia e sarà inaugurata dall’Avv. Elvira Consiglio, Vice Presidente della Provincia di Foggia, lunedì 16 novembre 2009, alle ore 17.00. La mostra è a cura dei docenti del Dipartimento di Disegno e Storia dell’Arte del Liceo “Volta”, Luigia Pompea Rotundo, Ivo Ignelzi, Francesco Iliceto, Teresa Mendozzi, Claudia Rago. Gli orari della mostra sono: lunedì/venerdì 8.30 – 19.30, sabato 8.30 – 13.30 Dalle 17.30 alle 19.30 sono previste visite guidate dagli Apprendisti Ciceroni del Liceo Scientifico “A. Volta” nei seguenti giorni: 16-18-20-23-24-25 novembre 2009.
Cari genitori, ogni giorno parliamo della nuova influenza, e mi chiedete se sia utile e sicuro vaccinare i bambini. La mia risposta è NO! Un "no’ motivato e ponderato, frutto delle analisi delle conoscenze fornite dalla letteratura medica internazionale. Un "no" controcorrente perché molti organismi pubblici, alcune società scientifiche e i mezzi di comunicazione trasmettono messaggi differenti: avranno le loro ragioni.
Influenza A/H1N1: alcuni dati L’epidemia, iniziata in Messico nel 2009, è di modesta gravità: il virus A/H1N1 si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. Si manifesta come qualsiasi forma influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, diarrea tosse. Non sarà l’unica patologia che colpirà i bambini in questo inverno, e non sarà facile distinguerla dai circa 500 (tra tipi e sottotipi) virus capaci di infettare i bambini. I test rapidi per identificare il virus dell’influenza A hanno
poca sensibilità (dal 10 al 60%). Il test quindi non garantisce con certezza se si tratti di influenza A/H1N1. Sembra però essere un virus molto contagioso, ed è stato dichiarato lo stato di pandemia. La sola parola -pandemia - fa paura. Ma questa definizione è stata appositamente modificata, facendo scomparire il criterio della gravità, cioè della mortalità che la malattia può provocare. La nuova influenza può colpire più persone, pare, ma provoca meno morti di qualunque altra influenza trascorsa. La mortalità, ossia il numero di persone morte rispetto ai casi segnalati, registrata finora nei paesi dove l’A/H1N1 è circolato ampiamente è dello 0,3% in Europa e dello 0,4% negli USA. In realtà potrebbe essere ancora inferiore. Perché generalmente i casi con sintomi lievi sfuggono alla sorveglianza (e quindi i contagiati possono essere molti di più), ed alcuni decessi possono essere dovuti ad altre cause e non al virus (anche se ad esso viene data la responsabilità). Non devemeravigliare: purtroppo si può morire, e si muore, di influenza se si soffre di una patologia cronica, di una malformazione organica, di una malattia immunitaria, o se si è anziani. Le cifre variano in base alla fonte dei dati. Per esempio in Gran Bretagna sono stati registrati 30 morti su centomila casi e negli USA solo 302 su un milione di casi. Nell’inverno australe (che coincide con l’estate in Italia) in Argentina sono morte circa 350 persone, in Cile 128 ed in Nuova Zelanda 16. Quasi alla fine dell’inverno australe, sinora nel mondo intero si sono avuti 2501 decessi. Per fare un paragone, si calcola che in Spagna, durante un inverno "normale" i decessi per influenza stagionale sono circa 1500-3000. La mortalità per influenza A riguarda prevalentemente persone di età minore di 65 anni, in quanto i soggetti di età superiore sembrano avere un certo grado di protezione, a seguito di epidemie passate dovute a virus simili. Il 90% dei decessi per influenza stagionaleriguarda persone sopra i 65 anni di età, l’influenza A colpisce invece prevalentemente persone di età inferiore (solo il 10% dei casi mortali si colloca nella fascia di età sopra i 65 anni). Ma, in numero assoluto, l’influenza A provoca pochi decessi tra i giovani; negli USA ogni anno muoiono per influenza stagionale circa 3600 persone sotto i 65 anni, mentre finora ne sono morte 324 nella stessa fascia di età per influenza A. In Australia ogni anno per l’influenza stagionale muoiono circa 310 persone sotto i di 65 anni. A inverno ormai terminato, ne sono morte 132 per influenza A, di cui circa 119 sotto i 65 anni. Perché allora il panico? Quanto successo nei Paesi dell’Emisfero australe ci rassicura: l’influenza A semplicemente arriva a colpire (leggermente) molte persone. Eppure i mezzi di informazione hanno creato il panico. E’ un tipico esempio di "invenzione delle malattie" ( disease mongering ). Non si tratta della prima volta. Nel 2005 l’OrganizzazioneMondiale della Sanità (OMS) aveva previsto fino a sette milioni di morti per l’influenza aviaria. Alla fine i morti furono 262. Si trattò di un gravissimo errore prognostico? Secondo una delle maggiori banche di affari del mondo (JP Morgan) l’attuale vendita di farmaci anti-influenzali e di vaccini muoverebbe un giro di oltre 10 miliardi di dollari. I medicinali funzionano? Non esiste alcun trattamento preventivo: i farmaci antivirali, Oseltamivir (Tamiflu) e Zanamivir (Relenza), non prevengono la malattia e su individui già ammalati l’azione dimostrata di questi farmaci è di poter accorciare di mezza giornata la durata dei sintomi dell’influenza. Né va dimenticato che gli antivirali possono causare effetti collaterali importanti. Il 18% dei bambini in età scolare del Regno Unito, a cui è stato somministrato l’Oseltamivir contro l’A/H1N1, ha presentato sintomi neuropsichiatrici e il 40% sintomi gastroenterici. ... e i vaccini? I vaccini contro ilnuovo virus A/H1N1 sono ancora in fase di sperimentazione. Nessuno è in grado di sapere se e quanto saranno efficaci e sicuri, ma vengono pubblicizzati, con gran clamore. Basta che il virus cambi (per mutazione, o per riassortimento con altri virus) per rendere inefficace il vaccino già messo a punto. Sulla sicurezza sia l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che l’Agenzia del farmaco europea (EMEA) dichiarano necessaria un’attenta sorveglianza. Alcuni vaccini sono allestiti con tecnologie nuove e saranno testati su poche centinaia di bambini e adulti volontari, e soltanto per pochi giorni. Il vaccino che meglio conosciamo, quello contro l’influenza stagionale, sappiamo che ha un’efficacia del 33% tra bambini e adolescenti e che è assolutamente inutile nei minori di due anni. Esistono anche dubbi circa la sua efficacia negli adulti e negli anziani. Non conosciamo la sicurezza del vaccino per l’influenza A, ma ricordiamo che nel 1976 negli USA fu prodotto un vaccinosimile, anche allora con una gran fretta per un pericolo di pandemia, ed il risultato fu un’epidemia di reazioni avverse gravi (sindrome di Guillan-Barrè, una malattia neurologica), per cui la campagna di vaccinazione fu subito sospesa. La fretta non è mai utile, tanto più per fermare un’influenza come quella A, la cui mortalità è così bassa. Conviene non ripetere l’errore del 1976. Un’altra motivazione a favore della vaccinazione è il cercare di ridurre la circolazione del virus A/H1N1 per diminuire le opportunità di ricombinazione con altri sottotipi. Ma attualmente non esistono strumenti o modelli teorici per prevedere una eventuale evoluzione pericolosa del virus. Sul piano teorico, proprio la vaccinazione di massa potrebbe indurre il virus a mutare in una forma più aggressiva. Come curarsi? Per curare l’influenza A occorrono: riposo, una buona idratazione, una alimentazione adeguata, una igiene corretta. Non si deve tossire davanti agli altri senzariparare naso e bocca, bisogna evitare di toccarsi il naso, la bocca, gli occhi, facili vie di accesso dei virus, occorre lavarsi le mani spesso ed accuratamente con acqua e sapone. Non è dimostrato che l’uso di mascherine serva a limitare la propagazione dell’epidemia. Se decidete comunque per la vaccinazione, vi verrà richiesto di firmare il "consenso informato", una informativa sui rischi. Leggetelo bene, prima di decidere, chiedete informazioni scritte sui benefici e i rischi. Chiedete e chiediamo insieme, per tutti i vaccinati, che sia attivato un programma di sorveglianza attivo, capace davvero di registrare e trattare i gravi problemi di salute che possono presentarsi dopo la vaccinazione. Chiedete e chiediamo che si prevedano risorse economiche per l’indennizzo ai danneggiati. Chiediamo di non speculare sulla salute e sulla paura. Specialista in Pediatria Preventiva, Puericultura-Patologia Neonatale -Dott. Eugenio Serravalle-
Una sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo, cancella vergognosamente 20 secoli di civiltà del popolo italiano decretando l'abolizione del Crocifisso nelle scuole. E' una sentenza che non possiamo accettare in quanto estremamente offensiva non perchè cattolici ma perchè offende quelle che sono ...state le nostre basi e le nostre tradizioni da secoli, consentendo che sparute minoranze riescono a prendere il sopravvento sullà totalità. Non dimentichiamo comunque che l'Uomo del Golgota ha predicato solo amore ...... Usiamo tutte le nostre forze ad impedire che il Crocifisso venga rimosso, non facciamoci ulteriormente calpestare e sopratutto facciamo in modo che le scuole restino sintonizzate sull'antenna del Monte Calvario perchè ora come mai c'è bisogno di amore.
INTERVENTI DI RECUPERO DELLA TORRE DEL CASSERO E DEL PIAZZALE.
Finalmente dopo anni di abbandono, il Castello Ducale di Bovino, ridotto quasi a un rudere è stato riportato al suo antico splendore grazie a un magistrale intervento di recupero della Comunità montana dei monti dauni meridionali e progettato e diretto dagli architetti: Sabato A. Marseglia (capogruppo), Ester Lorusso e Lilia M. Di Carlo.
L'architetto Marseglia, al quale vanno i nostri più vivi ringraziamenti, ci ha gentilmente concesso le foto dei lavori eseguiti nonché importanti cenni storici circa il cassero e la torre normanna.
Cenni storici sul Cassero del castello di Bovino
L'immobile denominato "Cassero e Torre a cavaliere" del castello di Bovino sorge nella parte più alta del centro storico del Comune di Bovino ( quota 647 m.), nel luogo dell'antica rocca, costruita dai Romani dopo la guerra sociale, di cui restano alcune tracce nelle murature di epoca successiva. Alcuni studiosi locali ipotizzano come costruttori i conti palatini di Loretello, signori di Bovino dalla metà dell'XI secolo a tutto il XII secolo; altri sostengono, invece, che sia stato Drogone, conte di Puglia della metà dell'XI secolo, a distruggere la prima costruzione difensiva e a costruire, sulle stesse rovine, il nucleo iniziale dell'attuale castello, strategicamente asserragliato alla più antica (longobarda o bizantina) e massiccia torre cilindrica, destinata a garantirgli sicura difesa.
Tale costruzione, posta a cavaliere su uno sperone tronco-piramidale saldamente ancorato alla roccia, esisteva, infatti, già prima dell'arrivo dei Normanni e, certamente, svolgeva già quella funzione difensiva che ha poi mantenuto per altri quattro secoli, come testimoniano le oblunghe feritoie cinquecentesche. Nel XVII secolo fu adibita a carcere e nei primi decenni del XX secolo, prima a colombaia e poi a serbatoio d'acqua per l'alimentazione idrica della città.
Accanto ad essa ( e forse anch'essa costruita sul nucleo edilizio normanno), collegata da un vano scoperto, si trova la costruzione nota come "Cassero", unica traccia del primitivo edificio normanno-svevo sorto per ospitare il luogotenente dell'imperatore ed un ristretto numero di soldati. Il suo sviluppo planimetrico, non esteso per esigenze legate alla destinazione d'uso, si colloca trasversalmente rispetto al fronte principale ad ovest, di modo che le mura perimetrali risultano impostate al di sotto del muro di spina principale e ne costituiscono la naturale prosecuzione.
L'ingresso si trova ad Est, al limite di un leggero pendio roccioso che tende ad isolare visivamente e strutturalmente tale edificio dal resto del complesso. Il prospetto principale si affaccia sul cortile del castello e si dispone ,per la parte a sud ( cortile ), su due livelli collegati esternamente da una scalinata a poggiolo e composti da quattro ambienti, per la parte nord , su di un solo livello con un'unica aula che si affaccia sulla valle del Cervaro, in quanto un secondo livello, probabilmente ancora originario, è stato demolito nel 1890 perché pericolante. Detto corpo di fabbrica nel medioevo è stato sede dell'Università di Bovino, in epoca più recente è stato adibito ad abitazione e deposito del fattore del Duca, subendo trasformazioni e manomissioni invasive e sconvenienti.
Sul viale di accesso al Cassero vi è inoltre un locale totalmente interrato dalle fattezze di una cisterna.
L'immobile che sorge su una asperità rocciosa, ha una forma quadrilatera ( Cassero) con un'appendice circolare (Torre), del diametro di circa 9,60 m., con lati rispettivamente di circa 24 m. verso la strada S. Giovanni di Dio,di circa 19 m. verso il cortile interno, di circa 13 m. sulla strada di accesso, di circa 10 m. verso l'esterno, con una superficie coperta di circa 380 mq.
Tra il 2007 ed il 2009 è stato oggetto di un intervento pubblico di consolidamento e recupero. L’immobile da oltre 40 anni inutilizzato e lasciato in uno stato di abbandono si presentava in una situazione di degrado diffuso e di precarietà, tanto sembrare ormai un rudere. Le superfici murarie erano disgregate ed evidenziavano distacchi di pietrame, le coperture completamente crollate.
L’intervento di consolidamento e di recupero, condotto tecnicamente nel rispetto e nella salvaguardia delle preesistenze e degli stili della costruzione, lo ha riportato al suo antico splendore e lo ha riconsegnato alla fruibilità della collettività.
Montemurlo, 1 settembre 2009 - Il Comune di Montemurlo e quello di Bovino (Foggia) sono legati dal 2006 da un Patto di Amicizia; accomunati dallo stesso interesse per il rafforzamento dello spirito europeo e nazionale, i due enti hanno stabilito di impegnarsi a sviluppare rapporti diretti di mutuo sostegno per iniziative comuni e di promuovere scambi culturali, per consentire la reciproca conoscenza di usi e costumi delle popolazioni rappresentate.
A mantenere vivo il legame tra i due comuni è soprattutto la comunità di bovinesi che vive e lavora a Montemurlo da generazioni, e che partecipa attivamente alle iniziative realizzate da entrambi. Lo scorso fine settimana una delegazione del Comune di Montemurlo, composta dal sindaco Mauro Lorenzini e dall’assessore Rossella De Masi, oltre ad alcuni rappresentanti in costume del corteggio storico montemurlese, ha preso parte alla Festa della Madonna di Valleverde di Bovino; una ricorrenza particolarmente sentita e partecipata, cui era presente anche Antonella Baiano, la giovane bovinese eletta in consiglio comunale tra le file della maggioranza.
Il primo cittadino di Montemurlo in occasione di questa sua prima visita ha ribadito «l’impegno dell’amministrazione comunale a mantenere vivo questo patto e gli scambi culturali che produce, per mantenere nei tanti cittadini originari di questo paese, perfettamente integrati nella comunità montemurlese, la conoscenza e la memoria delle proprie radici».
«È fondamentale infatti -continua Lorenzini- non disperdere il patrimonio culturale di origine di intere famiglie, che hanno cercato e trovato nel distretto tessile pratese, e a Montemurlo in particolare, la propria occasione di lavorare e crearsi un futuro, contribuendo allo sviluppo della nostra area». (Foto Nunno, Bovino)
Sugli organi di stampa locali di mercoledì 21 ottobre molto risalto è stato dato all’incidente verificatosi alla sede municipale di Grottaminarda, dove lo scoppio di una caldaia a gas per riscaldamento ha provocato il ferimento di due operai che lavoravano all’esterno dell’edificio.
Oltre ad evidenziare il fatto di cronaca alcuni giornali hanno riportato indagini e considerazioni sullo stato della sicurezza delle caldaie e degli impianti nella nostra Provincia.
Da quanto dichiarato dal Dott. Mari, responsabile del servizio energia dell’Ente Provincia, il dato appare allarmante, infatti risulterebbe che l’80% delle caldaie non sono a norma nonostante la campagna “Caldaia Sicura” della Provincia e del comune di Avellino (i comuni superiori a 40 abitanti sono svincolati dalla competenza dell’ente provincia) in vigore dal 2005, pur avendo raggiunto le 53.000 autercertificazioni di avvenuto controllo, prodotte dai cittadini in coerenza a quanto disposto dalle vigenti normative.
Inoltre il dott. Mari ha dichiarato che la Provincia sta approntando un vademecum per il cittadino al fine di evitare truffe a danno degli utenti da parte di alcuni manutentori, che comportandosi in modo scorretto effettuano verifiche anche quando non dovute e applicando tariffe molto variabili con costi in alcuni casi esorbitanti.
A noi della CNA, che associamo molti dei manutentori di questa Provincia, corre l’obbligo di fare alcune precisazioni.
Senza voler difendere qualche isolato “delinquente” in giro per la provincia a carpire la buona fede di ignari cittadini, riteniamo che la stragrande maggioranza degli impiantisti-manutentori dei nostri territori operi nel rispetto delle norme e delle regole a cui sono sottoposti.
Riteniamo semplificativo far trasparire che il male della incerta sicurezza degli impianti sia addebitabile ai manutentori, quando chi opera in questa materia sa benissimo che le responsabilità vanno ricercate in tutt’altra direzione. E’ dal 1990 con l’emanazione della Legge 46/90, oggi modificata dal D.M. 37/2008, che è in capo ai comuni il controllo degli impianti addirittura dalla fase di progettazione per arrivare al collaudo e al rilascio finale dell’abitabilità.
Ci chiediamo, e lo abbiamo chiesto nel passato agli enti preposti ai controlli, quanti comuni della nostra provincia hanno applicato questa norma?
Considerando il fatto che dopo il ’90 si sono conclusi la maggior parte degli interventi di recupero post sisma, per quanti dei fabbricati ricostruiti e riparati era inclusa nella documentazione per il collaudo finale la certificazione (obbligatoria) di conformità degli impianti?
Quante pratiche i comuni hanno respinto per carenza di queste certificazioni prima di rilasciare l’abitabilità degli edifici?
Questo è un dato che vorremmo conoscere, in quanto riteniamo che i maggiori danneggiati da questo sistema di cose siano stati proprio gli impiantisti regolarmente iscritti che tra molte difficoltà debbono scontare lo scotto di combattere la concorrenza sleale di lavoratori in nero ed in molti casi di persone che esercitano il doppio lavoro che non hanno la possibilità di rilasciare alcuna certificazione.
Non conosciamo l’esatta portata del fenomeno, ma riteniamo che una buona percentuale dei fabbricati dell’intera provincia, soprattutto nei comuni dove gli uffici tecnici hanno operato con leggerezza, sono provvisti dell’abitabilità senza avere la relativa certificazione di conformità degli impianti, in quanto realizzati con metodi “fai da te”.
E’ in questa direzione che bisognerebbe puntare l’indice, oltre a sensibilizzare ulteriormente gli utenti con una maggiore visibilità della campagna “Caldaia Sicura”, che comunque, grazie anche all’impegno delle associazioni di categoria come la CNA, che svolge continui seminari e corsi di aggiornamento sulla materia per gli operatori, ha raggiunto oggi un buon livello di adesione. Infatti 53.000 autocertificazioni sulle 70.000 circa, previste a copertura totale dalla Provincia, sono pari al 75%.
Una ultima domanda a questo punto sorge spontanea: per quanto riguarda il patrimonio edilizio pubblico, e soprattutto per quello dell’Ente Provincia che è proprietario della maggior parte degli edifici scolastici superiori, che percentuale di adeguamento si è raggiunta?
Auspichiamo che, come da noi più volte chiesto in passato, venga istituito un tavolo permanente tra Provincia, Comune di Avellino, enti preposti alla vigilanza e controllo e associazioni degli operatori e dei consumatori, per una verifica costante della campagna “Caldaia Sicura”, che abbia anche lo scopo di uniformare e semplificare gli adempimenti necessari per l’adesione all’iniziativa.
Con questo spirito salutiamo con favore il vademecum “antitruffa” se può servire a dare certezze ai cittadini e far operare in tranquillità i manutentori seri della nostra Provincia.